MUVIG: che sorpresa!

Arrivo qui in una domenica mattina d’inverno, fredda ma piena di sole, le mie giornate preferite. Di fronte a me un edificio che si confonde tra le decine di case che si trovano ai lati della Statale 16, perché di fatto lo è! una casa. Ma non una qualunque. Mi trovo al Muvig, museo virtuale dedicato al Benvenuto Tisi, che sorge dove la tradizione vuole il pittore rinascimentale sia nato.

Scendo dalla macchina e mi fermo per un attimo ad osservare il museo dall’esterno, penso a come poteva essere quando era solo un’abitazione e mi emoziono immaginando il momento in cui l’artista nasceva proprio in una di queste stanze.

L’ingresso della casa-museo

Dico la verità, ero inizialmente un po’ scettica. Un museo virtuale è per definizione un museo dove non vi sono opere fisiche (solo una in questo caso), tutto si basa sul “richiamo” dei dipinti grazie alla tecnologia. Sapevo in pratica che entrando qui non avrei potuto vedere con i miei occhi i capolavori dell’artista e non ero sicura che questa premessa valesse una visita. Posso dire subito che mi sbagliavo.

All’ingresso troviamo una grande mappa che ci racconta come i capolavori dell’artista si trovino attualmente sparsi nei cinque continenti; vediamo anche il logo del museo, un garofano stilizzato, che richiama la firma dell’autore.

Nella prima stanza, accanto alla scala in legno originale dell’epoca, troviamo il busto del pittore che con la sua aria solenne ci dà il benvenuto e incanta i bambini con le sue grandi dimensioni.

Procediamo entrando dunque nel vivo….della tecnologia! Camminiamo nelle varie stanze e già questo è un privilegio essendo questa, almeno secondo la tradizione, la casa dell’artista (non dimentichiamolo) e intanto conosciamo le sue opere scoprendone i dettagli in autonomia, utilizzando gli schermi touch screen di grandi dimensioni che ci permettono di analizzarle fin nel particolare e di confrontarle con quelle di altri artisti a cui “il Garofalo” si è ispirato.

Il percorso è cronologico e le proiezioni ci aiutano a capire in quale periodo ci troviamo. Le stanze ospitano inoltre libri virtuali e persino spazi ludico-didattici come il puzzle e la ricostruzione della pala d’altare.

Attraverso un tablet messo a disposizione dal museo è possibile anche utilizzare la realtà aumentata che ci ha incuriositi e ha molto divertito mia figlia anche se devo dire che non è grosso valore aggiunto.

Al piano di sopra il percorso procede allo stesso modo fino ad arrivare alla coloratissima tavola originale, concessa in prestito da un privato, che si trova nell’ultima stanza: mi avvicino e mi accorgo che alla fine del percorso era proprio quello di cui avevo bisogno, poter “annusare” l’opera rimane un’esperienza inimitabile.

Nel complesso considero questa visita un’esperienza positiva. Il museo permette di radunare in un unico luogo, e quindi conoscere e apprezzare, l’operato dell’artista che finalmente viene un po’ “riportato” nel luogo di nascita; ci fa immergere inoltre in un universo tecnologico che altrove è difficile trovare, considerando anche che qui il visitatore  può toccare con mano e utilizzare i dispositivi; ci regala l’occasione di vedere dal vivo un’opera dell’artista, dettaglio per me irrinunciabile ma in un museo virtuale non scontato; infine ha la capacità di coinvolgere i bambini (anche durante visite scolastiche organizzate), e non è poco.

Consiglio di tenere d’occhio la pagina fb del Muvig per essere aggiornati sui periodi di apertura e chiusura del museo e per poter partecipare agli interessanti eventi che di tanto in tanto vi vengono svolti.

INFORMAZIONI

MUVIG – Via Benvenuto Tisi, 365 – località Garofolo di Canaro (RO)