Grandi Fiumi: una passeggiata lunga 4000 anni

Entrare ai grandi fiumi è piacevole fin dall’ingresso dato che il Museo è ospitato nella meravigliosa cornice dell’ex Monastero Olivetano di cui avrò certamente l’occasione di raccontare qualcosa tra qualche tempo. Arrivo qui con la mia famiglia al completo in una domenica pomeriggio, ragion per cui decido di approfittare della visita guidata che parte alle ore 16.30.

Attendiamo la guida e ci rechiamo nella prima delle 5 aree, ognuna delle quali ci racconta una diversa epoca ma con una caratteristica che le accomuna tutte: i luoghi di ritrovamento dei reperti, quelli di cui ci viene raccontata la storia, sono proprio le nostre terre, quelle polesane, quelle tra i nostri amati “Grandi Fiumi”.

Ci attende una lunghissima passeggiata, intesa non come numero di passi ma come ideale viaggio attraverso il tempo che ci porterà dall’Età del Bronzo a quella del Ferro, dall’Età Romana al Medioevo fino a raggiungere il Rinascimento.


Ad accoglierci all’inizio del percorso troviamo “Il Principe”, la ricostruzione di come doveva apparire un uomo di status sociale elevato dell’Età del Bronzo.

Infatti una caratteristica fondamentale di questo museo è che al suo interno vi si possono trovare diverse rappresentazioni in scala oppure a grandezza naturale: ecco quindi che accanto ai reperti possiamo ammirare plastici, oggetti simili a quelli che erano di uso quotidiano, veri e propri allestimenti in cui è possibile addentrarsi e molto altro. L’esperienza è quindi a 360° e questo permette agli adulti, ma anche e soprattutto ai bambini, di vivere la visita in maniera più diretta e coinvolgente!

Parlare di tutto ciò che abbiamo avuto modo di vedere sarebbe impossibile, il percorso è davvero denso, ma posso provare a raccontare ciò che ci ha colpiti maggiormente.

I bambini hanno adorato, neanche a dirlo, tutto ciò che era a grandezza naturale: le ricostruzioni delle abitazioni con scene di vita quotidiana , davvero scenografiche anche grazie ai giochi di luci; l’allestimento di una palafitta affiancato da uno schermo che ci suggerisce l’idea della vita vissuta a pelo d’acqua; il ponte romano su cui è possibile passeggiare; una donna intenta a farsi bella con oggetti da toeletta dell’epoca…..

Per quanto mi riguarda sono rimasta affascinata dagli oggetti che uomini vissuti migliaia di anni fa erano in grado di creare, in particolare gli ornamenti, i gioielli: colori e forme così interessanti che in molti casi potrebbero risultare attuali anche ai nostri giorni. Io certamente li indosserei con piacere! E cosa dire delle ceramiche di epoca Rinascimentale? Che meraviglia, che eleganza in quei disegni e in quei colori… ne avrei volentieri portato a casa qualche pezzo!

Ma la stanza che davvero è rimasta impressa nella mente di tutta la famiglia è certamente quella degli “amanti” dove si trova un suggestivo allestimento che ci ricorda che nei riti funebri dell’Età del Bronzo i corpi venivano generalmente cremati ma dove si trovano anche importantissimi reperti che fanno eccezione a questa regola: due scheletri, ritrovati accanto ad un’urna con un terzo defunto cremato, collocati in una posizione che fa ricordare un abbraccio (da qui il loro soprannome).

La guida è stata esaustiva soffermandosi però forse troppo a lungo sulla prima parte del museo e costringendoci quindi a vedere in maniera veramente troppo superficiale le ultime due sezioni; poco male, torneremo volentieri per approfondire anche questa parte perché merita davvero, come del resto tutta l’esposizione.

INFORMAZIONI

Il museo si trova in Piazzale San Bartolomeo a Rovigo.

Il sabato e la domenica è possibile partecipare alle visite guidate (mattina e pomeriggio).

Contatti: 0425 1540440 – info@museograndifiumi.it