Montagnana: a passeggio tra le mura

Ho capito di aver scelto bene come passare la nostra domenica quando, all’arrivo a Montagnana, abbiamo imboccato con la macchina la strada che costeggia l’ampio fossato e davanti ai nostri occhi si sono presentate le splendide mura cittadine. Ero già stata qui ma sono passati diversi anni da quella visita che oltretutto era legata ad un impegno di lavoro che non mi aveva permesso di godere dell’atmosfera magica di questo borgo, tra i più belli d’Italia.

Arriviamo con la macchina a porta XX Settembre di fronte alla quale si trova un parcheggio, ma noi proviamo ad entrare e fortunatamente troviamo posto all’interno delle mura, vicino a Piazza Trieste. Solo qualche passo ed eccoci a Castel San Zeno, sede del punto Informazioni Turistiche, dove scopriamo che ogni terza domenica del mese, in concomitanza con il mercatino dell’antiquariato, c’è la possibilità di partecipare ad una visita guidata della città della durata di circa 2 ore al costo di 5€, partenza ore 15.30. Acquistiamo i biglietti.

L’ora di pranzo si avvicina e decidiamo di prenotare un tavolo al Ristorante Le Mura che si trova all’esterno; la bellissima e tranquilla passeggiata che facciamo per raggiungerlo ci permette di spulciare tra i banchi del mercatino dell’antiquariato e del collezionismo che ogni volta mi incantano: oggetti antichi ma anche solo vecchi, quelli delle nonne o quelli più giovani di quando si era piccoli noi.

Il fascino di tutte questi oggetti esposti nella silenziosa via di un borgo medievale in una domenica mattina di sole, mi regala una sensazione di tranquillità incredibile. Sono pronta per godermi il pranzo.

La scelta del ristorante si rivela da subito azzeccata. “Le Mura” si caratterizza per offrire piatti tradizionali tra cui pasta fatta in casa (specialità bigoli) e locali come il prosciutto di Montagnana e il baccalà alla Montagnanese. Il nostro tavolo sulla vetrata ci regala una meravigliosa vista sulle mura che oggi sono inondate di sole, non potremmo chiedere di meglio. Ci rilassiamo con un Valpolicella e a fine pasto gustiamo l’ottimo dessert, un semifreddo al mandorlato servito con un miele particolare, consigliato! Il locale è anche gastronomia quindi si possono acquistare vari prodotti pronti ma anche vini, birre e pasta fatta in casa.

Usciamo e facciamo la nostra passeggiata a ritroso per arrivare puntuali alla visita che la guida, gentile e preparata, desidera iniziare dall’esterno delle mura: usciamo da Porta Padova e raggiungiamo a piedi l’interno del fossato che, a difesa della città, veniva riempito d’acqua ed era naturalmente più profondo di come si presenta oggi; da qui possiamo ammirare Castel San Zeno che è il nucleo più antico della città, all’epoca completamente circondato da acqua e oggi sede del Museo Civico. Alle nostre spalle Villa Pisani, opera di Andrea Palladio del quale si riconoscono i segni distintivi (la villa è privata e aperta al pubblico solo pochi giorni l’anno).

Castel San Zeno con il Mastio di Ezzelino

Saliamo sul Mastio di Ezzelino la cui sommità è raggiungibile salendo quasi 200 scalini (li ha contati Il Marito che eroicamente li ha fatti con il pupo in braccio!) oppure prendendo l’ascensore che però arriva solamente ad un terzo dell’altezza. La fatica è ripagata, dall’alto dei 40 metri della torre si gode di una vista meravigliosa su Montagnana, sulle sue mura, sulle campagne circostanti e, se si è fortunati e la giornata è limpida, sui colli Euganei e su quelli Vicentini.

Vista panoramica dal Mastio di Ezzelino

Una volta tornati “con i piedi per terra” percorriamo Via Carrarese dove possiamo ammirare Palazzo Sanmicheli, sede del Municipio, parzialmente ricostruito nel 1593 dopo un incendio che lo aveva pesantemente danneggiato e che ha purtroppo distrutto una parte importante degli archivi della città. Ancora qualche passo ed eccoci nella piazza principale su cui affaccia il Duomo che vediamo colorato dalla luce del tramonto.


Prima di spendere due parole sulla piazza di Montagnana, devo fare una doverosa premessa: la terza domenica del mese, oltre al mercatino dell’antiquariato e alla visita guidata cui abbiamo partecipato, Montagnana organizza un mercato a tema proprio nella piazza principale che si riempie quindi irrimediabilmente di bancarelle (più o meno “invadenti” visivamente a seconda della tipologia). Dico questo perché eventi di questo tipo rallegrano certamente la cittadina ma la verità è che, per un turista, vedere la piazza vuota e poter godere del colpo d’occhio sul “listone” libero e sui palazzi che la circondano è sicuramente un valore aggiunto per una visita a questo splendido borgo. A voi quindi la scelta.

Eccoci quindi nel salotto di Montagnana. A terra la pavimentazione presenta, per gentile concessione dei Veneziani, lo stesso disegno di quella di Piazza San Marco. Tutto intorno magnifici palazzi e nella parte centrale la statua di Vittorio Emanuele II che dà il nome alla piazza e che, irriverente, dà le spalle alla Chiesa indossando per giunta una giacca….troppo corta!

Il Duomo, che si pone obliquo rispetto alla piazza creando un particolare effetto visivo, presenta sulla facciata due colonne sormontate da due sfere che fanno dell’edificio una perfetta meridiana: le sfere infatti, a mezzogiorno, vengono illuminate per prime dal sole che le fa quindi brillare, in solitaria.

All’interno della Chiesa possiamo ammirare due affreschi attribuiti a Giorgione, una magnifica tela di grandi dimensioni raffigurante la Battaglia di Lepanto, la Cappella del Rosario dove scorgiamo l’affresco di un’eclissi e l’abside con il magnifico coro e, al centro, il prezioso dipinto di Paolo Veronese con la Trasfigurazione di Cristo il cui tema dell’ascensione viene ripreso, sopra, anche nel grande e colorato affresco di Santa Maria Assunta.

Usciti da Piazza Vittorio Emanuele imbocchiamo una stradina che ci porta all’antichissima Chiesa di San Francesco per poi proseguire in direzione Porta Legnago.


Giungiamo a Rocca degli Alberi, ultima tappa della nostra visita, quando ormai la sera è scesa e questo ci permette di attraversarla in un’atmosfera davvero magica: il passaggio, buio, viene illuminato solamente da piccoli lampioni che creano sulle mura medievali un gioco di luci ed ombre davvero affascinante. Nonostante la penombra riusciamo ad ammirare la struttura, la cui costruzione si rese necessaria per fortificare la parte più debole delle mura, e i tre stemmi di cui l’unico rimasto riconoscibile è quello con la croce simbolo di Padova mentre quelli di Francesco il Vecchio e dei Carraresi furono scalpellati dai Veneziani per cancellare le tracce dei precedenti domini.

Rocca degli Alberi con i tre stemmi

Siamo felici della nostra giornata, non solo per tutte le bellezze viste durante la visita guidata ma anche, e soprattutto, per l’atmosfera che questo borgo regala, per i passaggi tra le vie e nel sottomura, per gli scorci davvero interessanti.

Consiglio di gironzolare all’interno del centro storico, anche senza una meta precisa, e di godere di ogni singolo passo fatto in questo borgo che ha meritato l’ingresso nell’elenco dei più belli d’Italia.

INFORMAZIONI

Ufficio Turistico I.A.T. di Montagnana – Piazza Trieste, 15 – Tel. 0429 81320