Il CRAS e l’angelo custode dei selvatici Polesani

Qualche tempo fa ho scoperto che nel nostro Delta, e in generale nell’Alto Adriatico, sono presenti le tartarughe marine. Lo ammetto, non ne avevo la minima idea. Ho scoperto poi che c’è chi, in caso di bisogno, si occupa di questi animali, li salva, li cura e ridona loro la libertà. Ho deciso quindi di andare più a fondo fino ad arrivare al nome del Dott. Luciano Tarricone, veterinario, e del Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) che egli stesso gestisce a Polesella con la collaborazione delle associazioni WWF e LIPU. Ho deciso di andare a trovarlo.

Il Dott. Tarricone mi accoglie con il sorriso, è disponibile e mi racconta volentieri del lavoro che svolge con gli animali: dalle sue parole traspare una grande passione.

Iniziamo col dire che il CRAS non si occupa solamente di tartarughe marine ma di tutta la fauna selvatica autoctona ed è il punto di riferimento anche per i centri di Padova e Venezia; gli animali curati si attestano intorno ai 2000 l’anno con una percentuale di recupero che è variabile ma che si aggira intorno al 50%. I traumi sono il motivo principale di accoglienza nel Centro (anche quelli dovuti alla stagione di caccia quando purtroppo diversi animali vengono impallinati, in modo doloso o meno) ma anche le malattie infettive giocano un ruolo rilevante e il centro è divenuto anche un riferimento per la raccolta di dati in questo ambito.

Io però sono molto curiosa e chiedo subito più informazioni sulle tartarughe; il dott. Tarricone sembra stupito, mi racconta che in realtà le tartarughe caretta caretta sono presenti nel nostro delta da decenni anche se il processo di colonizzazione si è negli anni intensificato fino ad arrivare ai picchi di circa 30.000 esemplari che possiamo trovare in stagione, ad oggi, nell’alto Adriatico.

Purtroppo la mortalità di questi animali è alta e diverse sono le cause: l’impatto contro le eliche delle barche ad esempio, ma anche gli inquinanti biologici e non dimentichiamo la pesca. Le tartarughe possono infatti subire seri danni se vengono accidentalmente pescate e ributtate subito in mare, per lo stesso motivo per cui un sub non dovrebbe mai risalire troppo velocemente (rischio di embolie); ecco perché si sta cercando di sensibilizzare i pescatori, di educarli ad attendere, a dare il tempo all’animale di riprendersi dalla rapida salita in superficie prima di farlo tornare in mare. Una soluzione potrebbe essere quella di acquistare reti apposite che consentano la fuga di cetacei, delfini e tartarughe ma i costi sono alti e non sono al momento previste agevolazioni.

Fortunatamente il CRAS si prende cura di questi animali quando sono in difficoltà e dopo averli curati, quando tutto va per il meglio, li rimette in libertà nel loro ambiente naturale, a volte creando intorno alla liberazione dei veri e propri eventi ai quali adulti e bambini possono partecipare.


Il CRAS, come dicevamo, non si occupa però solo di tartarughe bensì di tutta la fauna autoctona operando sul territorio 365 giorni all’anno. Capisco dalle parole del dott. Tarricone che lui tiene moltissimo a questi animali e alla loro salvaguardia ed è preoccupato per il loro futuro; i finanziamenti sono infatti insufficienti e sempre più ridotti, la provincia di Rovigo si sta attivando ma, dopo un periodo di contributi adeguati, ha risentito del commissariamento e questo fa si che molte delle spese attuali gravino ingiustamente sulle associazioni le cui risorse non sono illimitate e contano molto sul contributo dei privati.

Chiedo allora cosa può fare il cittadino comune per aiutare questa attività: mi spiega che un aiuto diretto e importante arriva dalle donazioni (le coordinate per versare un contributo si trovano in fondo all’articolo). Ma avere a cuore la salute di questi animali significa anche cercare concretamente di salvaguardarli, aiutando ad esempio la fauna aviaria a nidificare: il dott. Tarricone mi racconta come piantare una siepe e mettere nei nostri giardini flora nostrana possa essere di grande supporto per gli uccelli passeriformi che devono nidificare e che stanno ormai scomparendo dalle nostre campagne a favore dei corvidi i quali, seppur bellissimi, nella stagione di nidificazione rovinano i nidi degli altri uccelli che purtroppo non trovano più un riparo sicuro per costruire i loro nidi come invece accadeva una volta. Anche i nidi per gli uccelli da collocare nei nostri giardini svolgono un’importante funzione in questo senso (ma attenzione a non mettere
davanti al buco di ingresso dei posatoi che verrebbero usati dai predatori) mentre le mangiatoie sono un valido aiuto per supportare queste specie quando gli inverni si fanno rigidi.

Sarebbe bellissimo coinvolgere i nostri bambini in questi piccoli gesti di aiuto nei confronti degli uccelli selvatici!


Se pensiamo alle nostre vite frenetiche, a qualcuno queste attività potrebbero sembrare inutili o troppo impegnative ma non deve essere così. Prima di salutarmi il dott. Tarricone mi impartisce infatti una bella lezione che sulla sottoscritta ha lasciato il segno e, in un periodo come questo in cui si discute molto della salute del nostro pianeta, dovrebbe lasciarlo in chiunque abbia la fortuna di ascoltarla.

Si vede quanto un ambiente è sano da quante più specie vi sono presenti, se ci sono specie dominanti significa che qualcosa non funziona. La biodiversità ci insegna che tutti gli esseri viventi sono collegati tra loro per cui se dovesse estinguersi il passerotto a lungo andare anche l’uomo ne risentirebbe; anche una pianta invasiva come la Zizzania ha il suo significato tanto che se scomparisse porterebbe con sé altre 20 specie viventi che a lei sono strettamente collegate! Quindi il monito di questo professionista che ho avuto la fortuna di incontrare è il seguente: attenzione a non sottovalutare gli allarmi che gli scienziati stanno dando sui cambiamenti climatici perché anche il più piccolo essere ha un significato.

Il nostro pianeta è la nostra casa comune e dobbiamo fare sia la manutenzione ordinaria che è compito nostro, del singolo, sia quella straordinaria, compito di chi ci governa.

dott. Luciano Tarricone

Tutte le magnifiche fotografie di questo post sono state scattate da Enrichetta Martinelli, collaboratrice del dott. Tarricone e fotografa per passione. Gli animali fotografati sono tutti esemplari passati attraverso il CRAS quindi curati e salvati dal dott. Tarricone e dal suo team.

INFORMAZIONI

CRAS – Clinica Veterinaria del Benvenuto – S.S. 16, n. 2287/c – Tel. 0425.947670

Per effettuare donazioni: IBAN IT36V0306912208510737935791

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